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In Città / «Ospedale in bus»: collegamenti da e per Maglie

7 settembre 2005 15:54

Un tempo chi abitava a Maglie non aveva nessuna necessità (escluso il diporto) di recarsi in altri paesi, ma da quando molti servizi ospedalieri sono stati trasferiti a Scorrano non è più così e, per quanto il nosocomio non disti poi molto dalle ultime case di Maglie, non è tragitto che si possa compiere a piedi: essere pedoni sulla statale non è affatto sicuro e la maggior parte degli utenti dell’ospedale che non dispongono di una propria auto sono anziani.

Dopo l’invito inoltrato tempo fa al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola a visitare l’ospedale di Maglie (e lasciato cadere nel vuoto dall’invitato d’onore), in attesa che l’ospedale di Maglie riapra i reparti ridimensionati (come promesso in campagna elettorale), Maria Rosaria De Lumé, Sabrina Balena e Mario Andreano sollevano il problema degli spostamenti con interrogazione al sindaco in cui sono rammentati impegni assunti negli scorsi anni. Malgrado ciò non sono state ancora adottate neppure soluzioni sperimentali e chi si trova nella necessità di raggiungere l’ospedale e non è proprietario di un’automobile può fare solo affidamento sulla disponibilità di amici, parenti o volontari. Rimarcando che a soffrire della mancanza di un qualsiasi servizio di trasporto collettivo sono le persone anziane sole e sprovviste di mezzo proprio e che si tratta perciò di un problema grave, gli esponenti de La Margherita chiedono al sindaco che si faccia promotore di un tavolo di concertazione con la Asl Le/2. Ma della difficoltà a spostarsi perfino in città che grava sulle fasce più deboli della popolazione non si sono accorti solo i rappresentanti dei partiti di opposizione, lo stesso sindaco Antonio Fitto ha, nelle ultime settimane, più volte sollecitato Poste Italiane ad offrire servizi più adeguati alle esigenze della popolazione. Lo ha fatto per chiedere una migliore posizione dell’ufficio centrale trasferito (in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione della sede di via Margherita) in un prefabbricato molto lontano dall’abitato, lo ha fatto per protestare contro l’interruzione del servizio in via fratelli Piccinno, chiusura che ha determinato file interminabili in via Muro con tutto ciò che ha comportato in termini di disagio e di sicurezza. Da circa quindici anni Maglie non dispone più di un servizio di bus urbani, i costi di gestione erano eccessivamente elevati, mantenere in vita macchine ridotte allo stremo sarebbe stato antieconomico e in quelle condizioni non erano ipotizzabili investimenti in un settore che si era rivelato fallimentare. Da allora molto è cambiato e non è detto che non si possa pensare ad organizzazioni meno onerose o ad utilizzare ciò di cui, in qualche modo, già si dispone. In particolar modo nel periodo invernale, giungono in città molti vettori, pullman di ogni dimensione, pubblici e privati che per lunghe ore sostano nelle strade cittadine in attesa di riportare a casa lavoratori e studenti. Mezzi fermi che non giovano alla fluidità del traffico interno e che non si riesce neppure a far parcheggiare nell’apposita stazione realizzata nella megastruttura di via Otranto. Allora, se risulta impossibile fare in modo che quell’area sia un cespite, si potrebbe almeno tentare di trarre giovamento dalla ingombrante presenza di tanti bus inoperosi stipulando una convenzione per il loro impiego in collegamenti cittadini ed extraurbani per offrire mobilità ai magliesi, ma anche agli abitanti di Morigino, Cursi e Melpignano, che pure si trovano nella necessità di andare Maglie e Scorrano, per raggiungere l’ospedale e gli ambulatori, ma anche gli uffici di altri enti. Probabilmente non si tratterà di utenze tanto cospicue da garantire un ritorno economico al cento per cento, ma una domanda certamente esiste e quella potrà coprire almeno in parte le spese.