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In Città / Smog in eccesso

19 novembre 2005 11:08

Gli ultimi dati disponibili o,quantomeno,pubblici, risalgono ai primi mesi di quest’anno ed all’anno scorso.Secondo uno studio dell’Arpa,smog e polveri sottili hanno superato i limiti in 56 giornate nel 2004 e in 36 nel 2005.

Si tratta di fenomeni di inquinamento acuto da polveri sottili (Pm10) rilevati da una centralina mobile installata in zona Residence 80. Quanto bastava perché la stessa Arpa dichiarasse la non conformità dell’aria alla norma e la inducesse a richiedere misure idonee a contenere il fenomeno. Da allora se ne è saputo poco o nulla. La notizia sollevò inquietudini ed un acceso dibattito. Infatti gli strumenti avevano rilevato le presenza di polveri, ma nessuna conoscenza potevano aggiungere a proposito della loro origine. La stazione che aveva analizzato l’atmosfera era in un’area vicina alla zona industriale, ma pure prossima ad una strada a traffico intenso. Non sarebbe stato facile, quindi, interrompere la circolazione dei veicoli o la produzione industriale senza conoscere quale fosse la fonte inquinante. Infatti non si fece nulla in attesa di nuovi dati che non sono venuti. Oggi si discute se sia meglio che il laboratorio (che tornerà in città per 30 giorni) debba di nuovo stazionare nello stesso posto dello scorso anno o se sia più opportuno che sia parcheggiato in centro. Ma il laboratorio mobile dell’Arpa è impegnato nel controllo di un vasto territorio. Nessuno può pretendere che resti fisso a Maglie. In città vi sono delle stazioni di rilevamento posizionate su edifici scolastici, ma quelle non sono in grado di catturare le particelle sottili. Perciò, all’epoca, si prospettò l’ipotesi di una convenzione con l’Università di Lecce cui sarebbe stato affidato l’incarico di tenere sotto controllo l’atmosfera. Dagli ambienti accademici venne un «sì» di massima che non è mai evoluto in una collaborazione formale con l’Amministrazione cittadina. Un progetto ancora più ambizioso era nelle intenzioni della Provincia che intendeva realizzare un portale ambientale, un sito accessibile a tutti capace di mettere in evidenza in tempo reale le criticità rilevate sul territorio. Uno strumento ancora non disponibile,che dovrebbe avere radici nei sistemi di monitoraggio in continuo installati presso le aziende e nelle aree urbane in cui è maggiore l’intensità del traffico. Intanto, a Maglie, come accade ogni anno alla ripresa delle attività dopo l’estate, i disagi si fanno palpabili e la preoccupazione cresce anche in virtù di una cultura ambientale che è sempre più diffusa. Non per nulla in occasione del Consiglio comunale che è convocato per fine mese già si sa che saranno presentate interrogazioni che riguardano la qualità dell’aria e l’efficacia dei sistemi di controllo; infatti è da aggiungere che se le stazioni di rilevamento che operano in città non sono in grado di rilevare le polveri, non sono neppure in grado di rilevare composti ad elevato rischio come le diossine e gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), presenze sempre temute e saltuariamente registrate.