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Parola di… / Chirilli: Il "riarmo morale" dei moderati

5 settembre 2007 12:29

Francesco Chirilli riflette sulla situazione politica italiana e sulla necessità di ancorare l’attuale politica “liquida” a valori forti capaci di dare un indirizzo programmatico a medio-lungo termine, in grado di recuperare il rapporto di fiducia con il cittadino. Chirilli non ha dubbi: il “riarmo morale” di don Sturzo trova oggi i moderati gli eredi e testimoni.

«L’insicurezza credo sia la costante che ci ha accompagnati in questa estate 2007; sulle strade con un numero sempre crescente di vite spezzate, sul lavoro con ancora tante vittime bianche, in economia con la crisi delle Borse ed il riflesso sul PIL in preoccupante flessione, in politica con un dibattito caratterizzato dalle confuse idee dei leaders di governo che non aiutano il cittadino a guardare con tranquillità alla ripresa autunnale.
Appena distolti dalle cronache nere che vedono sempre più spesso la donna indifesa di fronte alla crescente ondata di delitti di cui è vittima, gli Italiani in vacanza non hanno trovato motivo di interesse nella distonica gestazione del Partito Democratico né negli annunci del futuro da reginetta della politica che Silvio Berlusconi prepara alla sua ultima pupilla Michela Brambilla.
Una politica “liquida”, sempre meno ancorata a valori di riferimento, tradisce il suo compito educativo e di indirizzo programmatico finendo per invocare gli aiuti ecclesiastici per far valere quel diritto alla riscossione delle tasse su cui si basa l’esercizio del potere statuale! Un vivo grazie al Cardinale Bertone per essersi inserito nel dibattito estivo per ricordare questo elementare dovere.
E’ lecito chiedersi quando i partiti finiranno di inseguire il travaso umorale dell’opinione pubblica per darsi una strategia politica di medio-lungo termine da spiegare in termini chiari recuperando quel rapporto di fiducia con il cittadino così duramente compromesso?
Don Luigi Sturzo nel ’56 affidò ad una lettera trasmessa a 48 rappresentanti di altrettanti Paesi riuniti a New York un messaggio con cui invocava un “Riarmo Morale” per ricostruire nel mondo una società più giusta e solidale; ricordava che morale deriva da “mos”, il costume degli antichi romani, strumento di condivisione di principi e valori universalmente riconosciuti.
Non erano quelli forse gli stessi valori e principi che animavano la festosa manifestazione del “family day” in piazza S.Giovanni?
E’ quella la base programmatica del “riarmo morale” cui sono chiamati oggi i partiti che per tradizione si ispirano ai principi del cattolicesimo democratico e che hanno saputo nel tempo tenere saldo il rapporto con i ceti medi e moderati presenti nell’associazionismo laico e cattolico.
Fa bene Pierferdinando Casini nell’invocare una forte iniziativa politica per riaffermare “quell’identità cristiana” che ci rende ben distinguibili nell’era della globalizzazione e capaci di colloquiare con le altre culture sicuri e coscienti della nostra storia e dei nostri valori.
Riaffermando e praticando questa forte volontà di rinnovamento culturale e spirituale i moderati italiani, che di Luigi Sturzo e del suo pensiero sono testimoni ed eredi, possono diventare riferimento vero per quelle vaste aree oggi smarrite e prive di un terreno su cui impiantare il proprio impegno civile e sociale.» (cs)