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Parola di… / Ernesto Toma: Messa in sicurezza della S.P. Cursi-Morigino-Maglie

19 agosto 2008 18:52

La lezione di democrazia che il consigliere di maggioranza Nicolino Sticchi pretende di darmi attraverso i giornali appare quanto mai superflua: è ovvio che la democrazia comporta scelte condivise, né ho mai sostenuto che la messa in sicurezza della strada Cursi-Morigino-Maglie sia un mio merito esclusivo.

La polemica su chi debba o meno attribuirsi il merito di quest’opera è veramente sterile. Una polemica mai ed in nessun modo da me iniziata, né tanto meno alimentata. Di fatto, quest’opera che il buon senso richiedeva già da tempo -si voglia più o meno riconoscerlo- è stata realizzata certamente anche grazie a quelle mie richieste ed interrogazioni che il consigliere provinciale Nicolino Sticchi pure ritiene insufficienti ai fini della soluzione dell’annoso problema viario. Prendo anche atto del fatto che il consigliere Sticchi -in altri punti del suo comunicato tanto attento e sensibile alle questioni di democrazia- si ritiene l’unico legittimato a “caldeggiare”, “seguire”, “ricercare”, “insistere”, in quanto facente parte della maggioranza di governo a Palazzo dei Celestini. Bella lezione di democrazia!
Oggettivamente, nessuno in Provincia -tanto meno il consigliere Sticchi- aveva doverosamente anticipato le mie sollecitazioni al Presidente Pellegrino affinché venisse messa in sicurezza la strada Cursi-Morigino-Maglie.
E comunque -stando a quanto scrive il consigliere Sticchi- dal momento che “la realizzazione di un’opera, almeno in democrazia, è sempre il risultato dello sforzo e dell’impegno di più persone” riconosca allora egli stesso l’impegno di chi ha contribuito a ottenere quel risultato. Pertanto -sicuramente in questo caso- diviene strumentale ogni congettura sull’assunzione o meno di meriti da parte del sottoscritto.
Ciò che invece ho voluto sottolineare sono le lungaggini nelle quali, nonostante le mie personali sollecitazioni, la realizzazione dell’opera -peraltro non ancora ultimata- si è imbattuta. Il consigliere Sticchi sa bene che i fondi per realizzare interamente l’opera erano disponibili già nel 2005, come anche ricorderà il mio disappunto perché non si era dato subito avvio al necessario intervento sulla Morigino-Maglie. Ho voluto semplicemente sottolineare il fatto che tre anni sono un tempo decisamente lungo per l’installazione di venti pali di pubblica illuminazione e la posa di due marciapiedi. Mi sono rallegrato in ogni caso per la parziale esecuzione dell’opera (meglio tardi che mai!); ho concluso porgendo all’assessore Fasano i miei migliori auguri di buon lavoro, ma ripropongo qui gli stessi seri interrogativi: se il consigliere Sticchi ritiene “rapida” l’esecuzione di quest’opera, non ancora compiuta dopo tre anni, che tempi dobbiamo aspettarci per la realizzazione delle tante opere complesse che il Salento ancora attende? Chi ripagherà i cittadini -che per quella strada hanno transitato- degli incidenti, dei pericoli, dei disagi che hanno dovuto sopportare?
Il consigliere Sticchi imputata poi a mia disattenzione la mancata realizzazione di una rotatoria a ridosso dell’abitato di Morigino per ridurre la velocità dei veicoli in transito. Ebbene, dopo un’attenta valutazione sull’opportunità dell’intervento si è ritenuto, come il consigliere ben sa, che non ci fossero le condizioni per mettere in sicurezza il rondò, che avrebbe finito col rappresentare un ulteriore pericolo per gli utenti.
Quanto alla “sterile polemica sulle infrastrutture”, sappiamo bene che la causa principale degli incidenti è rappresentata dalla condotta umana, ma sappiamo anche che spesso una strada messa in sicurezza contribuisce ad evitare o a ridurre sensibilmente le conseguenze nefaste degli incidenti. Né può ritenersi “non educativo e formativo per i giovani” sollecitare la loro attenzione, oltre che sulla necessità di tenere alla guida una condotta corretta, anche sull’opportunità di avere strade sicure.
La cattiva condizione delle infrastrutture non è la causa prima dei tanti incidenti che avvengono nel Salento, ma è certamente una concausa, sulla quale noi possiamo e dobbiamo intervenire.
Non vorremmo quindi doverci accontentare solo di “un minimo di sicurezza in più”.

Ernesto Toma – Consigliere provinciale Forza Italia.
(cs)