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Mostra Antologica di Giuseppe Vella

26 aprile 2010 16:31

Ricordo di un maestro

di Nicola Cesari

Giuseppe Vella fa parte di quella schiera di artisti-artigiani che tanto lustro hanno dato a Maglie. In tal senso vanno ricordati Giuseppe Mangionello, Giovanni Portaluri, Giuseppe Conte, Luigi De Carolis e Antonio Montefusco. Personaggi che, pur nelle diverse specificità artistiche quali scultura, pittura, ferro battuto, arte del legno, ecc. hanno realizzato opere di notevole spessore artistico-creativo.
Personalmente sono stato sempre attratto da queste figure, in particolar modo da Giuseppe Vella, che ha avuto notevole importanza nel mio percorso artistico ed esistenziale. Egli era molto amico di mio padre, con il quale condivideva anche la passione politica, entrambi militanti attivi nel partito socialista magliese. Fu grazie a questa amicizia che mi trovai, a metà degli anni 50, in particolare nei mesi estivi dopo la chiusura delle scuole, a frequentare la bottega del maestro. Devo anche alla loro amicizia, se in seguito continuai gli studi presso il prestigioso istituto d’arte “G. Pellegrino” di Lecce. Questa scelta è stata importante per il mio percorso di insegnante di discipline artistiche e di operatore d’arte.
Nella sua bottega, in viale dell’Addolorata, iniziai ad apprendere l’arte del disegno, esercitandomi a copiare alcune sue opere in gesso, fra queste ricordo una Pietà, un busto di fanciulla, una testa di Baccante ed una di bambino piangente il cui originale si trova nello studio del poeta magliese Francesco Negro. Opere, queste, che mettono in luce una padronanza nel modellare oltre la capacità d’indagine psicologica del soggetto rappresentato. Tali peculiarità tecnico-espressive derivano senz’altro dall’insegnamento ricevuto dai suoi docenti della scuola d’arte di Maglie, in particolare dai professori Lanoce per il disegno e Sberna per la plastica e la scultura. Alcuni disegni di queste mie esercitazioni di copiatura conservo ancora oggi gelosamente insieme ai tantissimi che testimoniano la mia attività sviluppatasi in seguito.
Dal “maestro”, così ci teneva ad essere chiamato, appresi tanti particolari della sua vita, animata sempre da spirito d’avventura ma, soprattutto, dall’esigenza di esprimersi artisticamente. Negli anni ‘20 egli aprì una fabbrica di mobili classici dove ebbe modo di mettere in mostra le sue notevoli doti di disegnatore, di stilista del legno, di finissimo intagliatore e creatore di mobili d’arte.
Nella produzione di mobili artistici egli ha potuto evidenziare le capacità creative-esecutive che sono alla base di un prodotto estetico che, all’epoca, si imponeva sulla diffusa produzione seriale. Tali lavori testimoniano una grande abilità nel coniugare in perfetta simbiosi, le innate capacità sia del mobiliere che dell’artista del legno, già evidenziate da giovane quando, da dipendente dei fratelli Piccinno ebbe la fortuna di conoscere il maestro del legno Tognon. Capacità già evidenti nei bozzetti e nei disegni preparatori degli arredi presenti nell’attuale mostra. Sono disegni di mobili di stile tardo rinascimentale a lui tanto caro, dove emerge il tratto elegante, abilità tecnica e visione compositiva, elementi questi che connotano l’abilità del maestro a mantenere intatto il rapporto tra artista e artigiano.
Vella attribuiva ai suoi lavori artistici valore di visione e di forma in quanto oggetti che vengono percepiti dai nostri sensi. Questo valore di forma e di visione ha una propria struttura che può essere studiata ed analizzata considerando il processo operativo che ha la finalità di valore estetico. In definitiva, tutto il percorso artistico del maestro, pur nella variegata produzione, esula da falsi intellettualismi che spesso rappresentano una componente castrante nel processo creativo, spingendolo alla ricerca dell’effimero. Al contrario, la sua opera è sempre tesa ad evidenziare l’umana aspirazione alla conquista della materia quale portatrice di stimoli creativi.
Oggi, a distanza di oltre mezzo secolo dal mio primo contatto con il maestro, resta più che mai vivo nel mio ricordo l’uomo e l’artista di grande spessore, dotato di umanità e senso civico fuori dal comune, capace sempre di coniugare il fare ed il sapere con grazia e gentilezza e, al tempo stesso, con energica consapevolezza delle proprie qualità artistiche.

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