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Inquinamento elettromagnetico: «fermare il cavidotto»

5 maggio 2010 18:18

Dopo la denuncia di ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente) sui rischi legati alla diffusione selvaggia di mega impianti fotovoltaici, anche a causa dell’incremento di inquinamento elettromagnetico nell’ambiente che comportano per le loro elevate potenze industriali, Italia Nostra – sezione SUD-SALENTO a firma del presidente Marcello Seclì, ndr – denuncia quanto avvenuto nelle scorse settimane a Maglie.
Qui è stato interrato il cavidotto che trasporta concentrata tutta la corrente elettrica prodotta da tre ettari di pannelli fotovoltaici di un grande impianto che è sorto in fretta e furia, in questi ultimi mesi, nelle campagne alle spalle dell’Ospedale di Scorrano, nei pressi di un bosco ed in feudo di Maglie. Il cavidotto percorre l’intera strada asfaltata delle Franite, ben nota nel circondario poiché si tratta di un bel viale alberato bordato da pini monumentali ad ombrello, dove in tantissimi amano andare a passeggiare o a fare footing per motivi salutistici nella natura incontaminata; quindi il tracciato del cavo interrato entra assurdamente nel centro abitato di Maglie percorrendo la strada dedicata al poeta Salvatore Toma, (poeta magliese cantore della natura, che beffa e offesa!), dove lambisce una struttura sportiva di calcetto; poi percorre Via Angiolina Amodeo, costeggiando le abitazioni del recente quartiere Franite, per poi qui collegarsi ad una cabina di trasformazione ubicata tra le case, appunto, e nei pressi di un parco giochi per bambini su una gradevole villetta. Tante le famiglie giovani, anche con bambini, che ignare ed in buona fede hanno accolto i lavori fatti in strada, sulle soglie delle loro porte, per il passaggio del grosso cavo elettrico. Un cavidotto interrato nella distribuzione delle intensità del campo magnetico ed elettrico emesso è particolarmente nocivo nelle zone immediatamente prossime e al di sopra del suo asse. Maggiore è la diminuzione del suo effetto con la distanza rispetto ad un cavo aereo di un elettrodotto della stessa potenza. E’ pur sempre una significativa fonte di ELF (electromagnetic waves Extremely Low Frequency), campi elettromagnetici a bassissima frequenza, causa, quasi ormai del tutto accertata dalla medicina, di leucemie, specialmente nei bambini, ed altre malattie.
Il pericolo è maggiore quanto più si soggiorna in prossimità di questi cavidotti e cabine di trasformazione. Chi percorrerà pertanto per footing o passeggiata la strada delle Franite si troverà continuamente immerso, sopra il cavidotto che passa sotto la bella stradina, nel luogo di massimo inquinamento elettromagnetico, per non parlare di chi si trova a vivere nelle adiacenze del cavo! I lavori di scasso della strada Franite, a pochi metri dagli alti alberi ne hanno poi leso le radici, per cui urge un sopralluogo di agronomi e della Forestale per valutarne lo stato di salute e stabilità! Tutta una serie di impressionanti danni e introduzione di fattori di rischio fatti in nome della corsa speculativa e forsennata all’accaparramento degli incentivi per le energie rinnovabili, prodotte in queste forme così “sporche”, con l’aggravante che nel caso magliese la ditta ha potuto realizzare l’impianto nei pressi di un bosco, a danno del paesaggio e dei suoli, e le opere ex situ per il cavidotto, con una semplice DIA, una sorta di autocertificazione presentata al Comune, già oggetto di contestazioni accese alcuni mesi fa in consiglio comunale e di un’ordinanza di blocco dei lavori per dei gravi difetti burocratici. Ciò nonostante le opere sono riprese ed oggi si corre il rischio che il cavo sia allacciato alla rete elettrica innescando l’inquinamento da elettrosmog dell’intero quartiere! E questo, aspetto di fortissima gravità legale, anche in barba alla sentenza del 26 marzo 2010 della Corte Costituzionale che ha definito incostituzionale la Legge Regionale 31 del 2008 che consentiva di realizzare impianti fotovoltaici fino ad 1MegaWatt di potenza, come il qui coinvolto impianto, con una semplice DIA Dichiarazione di Inizio Attività, bypassando l’iter autorizzativo regionale più lungo e che avrebbe offerto maggiori garanzie di valutazione degli impatti ambientali, qui così del tutto disattesi.
Nessuno si è accorto, infatti, delle interazioni gravi delle opere con il viale Franite ed il suo valore ambientale e sociale, o con il centro abitato? Ed al rischio di mortali scariche elettriche, dispersioni, soprattutto in caso di pioggia, quando le stradine di campagna si allagano e tanti le percorrono ugualmente a piedi per attività di footing, possibile che nessuno ci abbia pensato? L’impianto non ancora allacciato è da ritenersi incompiuto alla data del 26 marzo, motivo per cui il Comune ha il dovere di prendere atto della sentenza di incostituzionalità che ha efficacia retroattiva, e impedire con un’urgente ordinanza che sia allacciato alla rete con tutte le conseguenze di impatto ambientale connesse, tanto più per coloro che si recano alle Franite per attività sportive e salutistiche, quanto per i residenti! L’impianto dovrebbe essere smantellato con ripristino dello stato dei luoghi, o ridotto alla potenza di 0,02 MegaWatt (= 20 kiloWatt), per conformarsi alla legge nazionale, che ferma “prudentemente” la soglia per la validità della semplice DIA a questa potenza e cui era andata incostituzionalmente in deroga la legge regionale!
Italia Nostra ha inviato una lettera di significazione e diffida al Comune di Maglie, dominus e responsabile di tutto quanto avviene nel territorio, all’Ufficio Tecnico e al Sindaco, in qualità anche di massima autorità sanitaria locale, perché stracci tutte le altre DIA presentate al comune per simili impianti industriali fotovoltaici in zone agricole sempre, come quello follemente previsto nei pressi della Pineta del Pumu-Parco del Rio, quello in località Torre Mozza, tra residenze in villette campestri e su una voragine illecitamente colmata di rifiuti, o quello in contrada Francavilla nei pressi di un bellissimo bosco e antiche masserie, la contrada dove era l’antico casale omonimo che si dice aver dato i natali a Santa Cesarea, luoghi magnifici per paesaggio e ricchezze culturali ed ambientali dove si stava per abbattere la mano distruttrice della speculazione fotovoltaica, che sotto la più menzognera delle maschere, dichiara di fare tutto ciò, desertificare ed inquinare, perché mossa dalla volontà di salvare il pianeta! O Tempora, o mores!
(c.s.)