Operato, il bosco sta bene

Intervento di dendrochirurgia su un tronco
Si tratta della fase conclusiva di un intervento complesso che si realizza con fondi regionali (300mila euro) e per il tramite di una convenzione stipulata tra la città di Maglie e l’università di Bari. Un progetto nell’ambito del quale sono stati realizzati interventi di diradamento e razionalizzazione del sottobosco, di estirpazione delle piante con deficit statico, di potatura ordinaria e straordinaria.
Il bosco è costituito da circa 400 piante di leccio, su un centinaio delle quali sono stati eseguiti gli interventi di dendrochirurgia per difenderli dagli insetti litofagi e dai processi di disfacimento dei tessuti legnosi, curando, al tempo stesso, l’aspetto estetico e statico delle piante. La fase successiva è stata quella dell’endoterapia: nel tronco sono stati iniettati farmaci che stanno risalendo fino ai rami più alti e di difficile accesso. Nel mentre si sta provvedendo al ripristino dei vialetti originali e dei manufatti, alla razionalizzazione dell’impianto di irrigazione. Si sta insomma anche provvedendo a ripristinare percorsi ed a manutenere manufatti che circa dieci anni fa erano stati oggetto di un ampio intervento di restauro conservativo che aveva interessato le parti artitettoniche, i manufatti in pietra leccese, le collinette e le grotte artificiali che insieme alle essenze arboree rendono la villa comunale uno dei più importanti giardini storici della provincia. Proprio il pericolo costituito dal crollo dei rami marci aveva consigliato l’amministrazione a chiudere la villa comunale che per questo era rimasta priva anche della normale manutenzione. Ma ora si volta di nuovo pagina: «Già da quest’estate – dichiara l’assessore al territorio Franca Giannotti – restituiremo la villa alla fruizione dei cittadini e di quanti sceglieranno di visitare Maglie nel corso delle loro ferie».
Intanto si pensa al futuro del parco e lo stesso assessore Giannotti, considerato che il parco non può essere gestito (per mancanza di risorse umane e finanziarie) dal Comune, immagina che una soluzione possibile sia quella dell’affidamento ai privati; in cambio di una sistematica manutenzione e dell’apertura al pubblico, chi otterrà la gestione della villa potrebbe avere facoltà di avviare iniziative (compatibili con il luogo) che garantiscano risorse all’impresa.

Il bosco di Villa Tamborino











