Ernesto Toma: “Siamo chiamati dalla Giunta Vendola ad un’ulteriore rinunzia: la possibilità della prevenzione, della diagnosi, della cura”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’assessore provinciale del PDL Ernesto Toma, magliese, in merito alla Sanità Pugliese.
«E’ ormai certo! Vendola ha mantenuto –in un colpo solo, senza neanche passare dalle commissioni consigliari- le promesse della prima e quelle della seconda campagna elettorale: non ci saranno più liste d’attesa, non ci saranno più casi di malasanità, i medici opereranno “domiciliarmente”. Un miracolo tutto pugliese? No, semplicemente verrà eliminata la causa del “problema”: la sanità. Un po’ come buttare, con l’acqua sporca, anche il bambino. E mentre Presidente & Compagni -dopo l’illusione preelettorale della riapertura, “a tempo”, di alcuni reparti e la nomina-blitz di un “po’” di primari- smantellano decine stabilimenti ospedalieri in tutta la Puglia e mandano a “stendersi” centinaia e centinaia di posto letto (nella sola Provincia di Lecce verranno chiuse ben quattro strutture ospedaliere: Campi, Gagliano del Capo, Maglie e Poggiardo, per un totale di circa 800 posti letto), i comitati civici (…d’affari), i tribunali dei diritti dei “non malati”, le associazioni “combattentiste” di socialità ricattata che, dinanzi al “famigerato” Piano Fitto, alzarono le barricate, oggi invece tacciono, e taceranno ahimè per sempre, dimentichi di ogni “diritto alla salute”.
Oggi la Puglia, la gente di Puglia, chi è malato, noi tutti siamo chiamati dalla Giunta Vendola ad un’ulteriore rinunzia: la possibilità della prevenzione, della diagnosi, della cura. Oggi ci viene presentato il conto di sei anni di mancata Amministrazione della sanità, anzi di scriteriata gestione del sistema sanitario regionale. Sei anni in cui, se si fosse data minimamente attuazione e gradualità al Piano Fitto, la Puglia sarebbe certamente stata migliore in termini di certezza sanitaria, altroché a parole. Oggi purtroppo, come ieri e ieri l’altro ancora, i conti non tornano a Vendola. E, certamente, non per il tanto sbandierato -quanto inesistente- effetto catastrofico della finanziaria del Governo Berlusconi sui bilanci della sanità regionale. Se è vero, come è vero, che il Governo centrale ha aumentato i trasferimenti per spese sanitarie pressoché a tutte le Regioni, allora la causa del dissesto del Bilancio regionale della Puglia è unicamente -e chiaramente- riconducibile alla sola cattiva amministrazione degli sperperi operata in questi ultimi sei anni da Vendola. E così, per necessità di far quadrare alla meglio qualche conto, la “scure” finanziaria del malgoverno regionale si è impietosamente abbattuta sulla sanità. E di quella che doveva essere l’iniziale razionalizzazione del sistema sanitario a cui si voleva arrivare con il Piano Fitto, oggi non rimane altro che una del tutto compromessa degenerazione dello stesso. Di fatto, uno spietato scardinamento oltre che uno sconsiderato sventramento dell’intera rete ospedaliera e di sanità pugliese. Per fare cassa. Per ripianare l’ormai incontrollabile deficit del bilancio regionale. Per coprire una totale incapacità di gestione della cosa pubblica.
Oggi, a tutto questo, noi del centro-destra diciamo NO. La Puglia deve dire NO. I Pugliesi devono dire NO. Per senso di rispetto del malato e della sua dignità nella malattia. Per il diritto di tutti alla salute. Per non sprofondare nell’abisso della non assistenza ospedaliera e della precarietà delle cure. Per non perdere una battaglia di civiltà.
Ernesto Toma
Assessore Provinciale PDL»
(cs)








