Professori in piazza contro i tagli della riforma scolastica
I professori in piazza per protestare contro i tagli alla scuola: in cent’anni e più non s’era mai visto nulla di simile. Ma qualcosa che non va evidentemente c’è, tant’è vero che i manifestanti hanno attirato l’attenzione di numerosi cittadini e genitori che non hanno esitato a sottoscrivere una petizione in cui i docenti manifestano tutta la loro preoccupazione per i tagli che rischiano di minare la tradizione egualitaria della scuola pubblica che è parte dei diritti costituzionali.
Tra i rilievi mossi al nuovo modello organizzativo che rende asfittico l’insegnamento della Storia moderna e la elimina dai programmi della scuola primaria insieme alla Geografia europea e mondiale, allo studio di Darwin in Scienze, anche la proposta di introdurre l’insegnamento del dialetto a scuola nel mentre si abolisce la presenza di docenti di inglese nella primaria e si tagliano i fondi per l’insegnamento delle altre lingue straniere.
Maglie e scuola pubblica sono in pratica la stessa cosa, non solo perché la città è stata tra le prime in provincia a dotarsene, ma anche perché l’istruzione è tuttora il perno su cui ruota l’intera economia cittadina. Gli studenti sono pari alla metà della popolazione residente con ciò che comporta in indotto generato dal grande numero di pendolari che giornalmente sono in città per studiare o insegnare.
Nulla di strano perciò che Maglie sia una stata scelta per una delle manifestazioni provinciali (Gallipoli, Casarano, Tricase, sono altre piazze all’attenzione dei docenti) in cui il sindacato e le rappresentanze di base spiegano cosa sarà dell’istruzione pubblica dopo che sarà stata sottoposta a quello che giudicano un intervento chirurgico demolitivo. [GDM]








